L’arte non è mai sorta da propositi umani concepiti intellettualmente, ma solo là dove si sono uniti tra loro cuori atti a ricevere impulsi dal mondo spirituale, e capaci di realizzarli, permeandone la materia”.

(Rudolf Steiner)

L’arte per l’umanità ha da sempre avuto la forza di dare impulso, entusiasmo e spinta per l’anima verso nuove mete dell’apprendere. Imparare nell’ambito dell’arte significa accrescere il proprio potenziale di conoscenza, di esperienza, di umanità e anche di Amore, di Bellezza e di Gioia, in quanto solo con questi sentimenti quelle facoltà divengono forze attive che vivificano l’interiorità. L’arte è un linguaggio universale, che si esprime attraverso tutti i sensi e coinvolge e stimola tutte le facoltà umane, a qualsiasi livello esse siano.

Nei nostri laboratori artistici il disabile viene coinvolto nella creazione; questo processo lo mette  in movimento e lo trasforma;  i sensi si aprono e l’interiorità umana è portata in un viaggio di scoperte, le cui impressioni e sensazioni vengono elaborate e trasformate in un patrimonio stabile e interiore dell’individuo. L’arte può liberare le forze celate nell’interiorità umana, aiutandone l’espressione. L’atteggiamento che l’operatore ha nelle lezioni e negli interventi si basa sulla sperimentazione, l’osservazione e l’attenzione, nel guardare la molteplicità dei gesti, dei colori, dei linguaggi che si svelano negli esseri e negli oggetti. Passo dopo passo si va alla conquista di un mondo nuovo, degno di essere vissuto; la pittura, il disegno, la musica ed il canto, la recitazione, il modellaggio e l’euritmia sono delle attività artistiche che vengono esercitate con tutti i disabili; tenuto conto dell’età e delle difficoltà dell’individuo, si scelgono e si adattano il materiale e gli strumenti, secondo le sue possibilità. Nella diversa misura in cui queste attività sono eseguite si può notare come l’elemento artistico sia lo stimolo di nuove forze per la fantasia e per lo sviluppo dell’armonia, portando il disabile verso quell’interesse e quel collegarsi con il mondo intorno a lui, per conoscerlo e comprenderlo. Al di là degli impedimenti, costituiti dagli aspetti dell’handicap, quelle esperienze artistiche che comporterebbero un’attiva partecipazione del soggetto vengono ugualmente fatte vivere al disabile tramite l’intervento dell’educatore, il quale, con una approfondita conoscenza dell’essere che ha dinnanzi, lo guida  facendolo agire, se egli non può agire autonomamente.

Il ripetersi nel tempo di queste esperienze, con ritmo preciso, riesce a produrre grandi benefici.